PRODOTTI

TIPICI

Scoprite in questa sezione alcune ricette tipiche Sarde e visitate le aziende che offrono questi prodotti

Tipici sardi

01/19 - 01/23

Prodotti tipici Sardi formaggi, salumi, ortofrutta, pane tipico, vini, olio, conserve, pasta, riso e dolci.

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Artigianato

01/19 - 01/23

L'Artigianato Artistico in Sardegna, oggetti, artigiani, tecniche e materiali della tradizione artigianale e di design.

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Cibo sott'olio

01/19 - 01/23

Lasciati tentare da deliziosi prodotti sottolio sardi, assapora ottimi alimenti e conserve prodotti in Sardegna.

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Prodotti Tipici Culinari Della Nostra Isola

Cozze e arselle.

 

Il golfo di Olbia è da sempre habitat ideale per cozze e arselle. L'allevamento delle prime e la raccolta delle seconde, organizzati dai primi decenni del '900, fanno della città uno dei centri più rinomati nel settore. Cucinate in maniera semplice alla marinara, con l’aggiunta solo di prezzemolo fresco, aglio, peperoncino e limone, le cozze di Olbia sono saporite e genuine. In molti ristoranti della zona vengono proposte anche nella variante della ricetta in rosso, ossia al sugo, o gratinate in forno con un impasto di pangrattato, pecorino, peperoncino, prezzemolo, aglio e olio extra vergine di oliva. Immancabile poi sulle tavole dei galluresi la pasta con le arselle olbiesi, un piatto ricco ma veloce da realizzare, con il prodotto a chilometro zero.

Zuppa Gallurese o “suppa cuata”.

 

E’ un piatto semplice e rustico della tradizione culinaria della Gallura. Nonostante in passato sia stato definito un "piatto dei poveri" per la semplicità degli ingredienti utilizzati per la sua realizzazione, è il piatto principe delle tavole dei galluresi, sia per le classi agiate che per quelle meno abbienti. Infatti è da sempre considerato il primo piatto per antonomasia e viene servito in occasioni importanti come le festività principali e soprattutto "a li coi”, ossia i matrimoni; non manca mai nei pranzi nuziali della Gallura.

Si prepara predisponendo in una teglia vari strati di pane raffermo che viene inumidito con brodo di carne di ovina - o anche con brodo di carne di bovino - e arricchito con formaggio vaccino grattugiato in scaglie, oppure fatto a fette e disposto fra gli strati di pane. A discrezione, dipende dai gusti personali,  può essere usato anche del pecorino stagionato. Possono essere aggiunti vari odori quali menta, prezzemolo, cannella, noce moscata,e altre erbe aromatiche. La cottura avviene in forno fino a che lo strato superiore composto dal formaggio si è sciolto e ha creato una crosta colorita ed invitante. È possibile gustare questo piatto in varie interpretazioni locali, compresa le varianti nelle quali al posto del pane raffermo si utilizza la "spianata" o il pane carasau.

Seadas di formaggio.

 

E’ forse il piatto tipico sardo più conosciuto fuori dall’isola e uno tra i più apprezzati. A base di pasta di semola, formaggio a pasta molle, fritta e condita con miele fuso o zucchero a seconda dei gusti, la seada viene normalmente servita a fine pasto come se fosse un dolce. Ma nella tradizione andava a sostituire un secondo piatto. A forma circolare, la sua consistenza leggermente croccante e il ripieno morbido e filante la rendono particolarmente invitante e molto apprezzata anche dai bambini. In Gallura esistono alcune varianti della ricetta originale: nell’impasto interno contente formaggio viene aggiunta spesso la scorza di di limone e/o di arancia grattugiata che va ad aggiungere un profumo paradisiaco alla seada. Alcuni invece tendono a rendere l’impasto impasto più salato, aggiungendo del prezzemolo tritato.

Chjusoni.

 

Sono noti anche con il nome di “gnocchi galluresei” e rappresentano un tipo di pasta realizzata con farina di semola e acqua. L’aspetto degli chjusoni è di piccoli cilindretti dalla forma irregolare e dalla superficie piuttosto ruvida e irregolare. Le dimensioni sono di circa 3 -4 centimetri. Gli ingredienti base di li Chiusoni Gnocchi Galluresi sono: la tipica farina di grano duro “Trigu saldu o ruiu” e l’abbondante uso di acqua bollente e salata. Nella fase di lavorazione la farina viene disposta “a fontana” , ossia a forma conica bucata, viene versata l’acqua bollente e salata, quindi si procede alla fase della impastatura. Occorre parecchio lavoro interamente fatto a mano per far sì che la consistenza dell’impasto arrivi a formare dei cilindri lunghi dai quali si ricavano dei piccoli pezzetti della lunghezza definitiva di circa 3-4 centimetri.I dadini così ottenuti si sfregano contro un canestro o una grattugia apposita che con la sua superficie ruvida ne conferisce una uguale al prodotto. Questo procedimento viene eseguito ad uno ad uno in maniera minuziosa.Questo tipo di pasta viene condito con il sugo preparato con il pomodoro e il ragù di maiale o vitello, spolverato da un’abbondante manciata di formaggio pecorino grattugiato.

Ravioli dolci di ricotta.

 

Vengono serviti accompagnati da un sugo semplice di pomodoro fresco con basilico e abbondante pecorino, oppure sempre con una salsa di sugo con piselli: i ravioli di ricotta dolce sono tipici della città di Olbia e del territorio della Gallura più in generale. Realizzati seguendo la classica procedura delle paste fresche con l’uso della farina di semola, hanno al loro interno ricotta fresca vaccina che viene addolcita con l’aggiunta di zucchero e del prezzemolo tritato. Il nome potrebbe trarre in inganno, ma in realtà i ravioli dolci di ricotta sono un primo piatto salato.

Fregula.

 

La fregula è una pasta dalle origini antichissime ottenuta da un impasto di grano duro e acqua. Si presenta sotto forma di cubetti irregolari molto piccoli e può essere fine o grossa. Nella nostra tradizione culinaria viene utilizzata per primi a base di pesce, verdure, funghi e per la preparazione di minestre.

Mirto.

 

Il Mirto è un liquore dal colore rosso ottenuto dall'infusione idroalcolico di bacche della pianta di mirto appunto, di cui conserva il caratteristico profumo, con l’aggiunta esclusivamente di dolcificanti come zucchero o miele. È dotato di particolari proprietà digestive e viene consumato preferibilmente freddo. Il grado alcolico è compreso fra 28% e 36% vol. Viene servito principalmente a fine pasto come un digestivo, ben freddo e con ghiaccio. Costituisce un prodotto tradizionale agroalimentare dell’intera isola, ma è in Gallura e nella zona di Olbia che la sua produzione si concentra particolarmente, tanto che quasi ogni persona che possiede un giardino o un terreno avrà piantato almeno un piccolo cespuglio di mirto per la produzione propria del famoso nettare alcolico da offrire poi ai propri ospiti a fine pasto. Il mirto viene infatti da sempre definito come un elisir antico che simboleggia l’ospitalità dei sardi.

Miele e Abbamele.

 

Il miele sardo ha profumi, sapori e componenti nutritivi assolutamente unici, dovuti al particolare microclima ed alle specie floreali endemiche come il cisto, il corbezzolo, il cardo selvatico, la ferula, la ginestra, il rosmarino e l'armenia pungens. Il consumo di questo prodotto nell’isola è molto alto in quanto il miele è spesso ingrediente essenziale delle tantissime specialità dolciarie. Nella zona della Gallura viene prodotto del miele particolarmente aromatico, dai profumi unici.L’abbamele è uno dei più antichi prodotti gastronomici della cultura rurale della Sardegna. Si tratta di un derivato del miele le cui modalità di produzione tradizionali seguono diverse fasi di lavorazione. Secondo le modalità tradizionali di preparazione, una volta completata la spremitura dei favi, le bocce di cera contenenti una quantità ridotta di miele vengono accantonate all’interno di recipienti. Nei giorni immediatamente successivi alla smielatura, i favi contenenti miele residuo e polline vengono immersi in acqua calda a cinquanta gradi, in modo che l'acqua sciolga tutto il miele ancora contenuto. A questo punto, con un mescolatore o più semplicemente con le mani, si cerca di disfare tutti i grumi di cera e polline. La cera affiorante viene quindi spremuta ulteriormente e conservata da parte. L'acqua rimanente dalla fase precedente viene filtrata,  molto spesso con un panno di lino, almeno due volte, e quindi sistemata in una caldaia idonea. Da qui inizia la bollitura di raffinazione durante la quale vengono aggiunte bucce d'arancia o di limone tagliate finemente e si eliminano le impurità che risalgono sulla superficie. Il contenuto della caldaia, man mano che cuoce, diventa sciropposo e deve essere tenuto in continuo movimento per evitare che si attacchi sul fondo e si caramellizzi, prendendo così “odore di fumo”; il colore diventa sempre più scuro e il sapore sempre più dolce per via della concentrazione.Quando il liquido assume una consistenza simile a quella del miele, il riscaldamento viene interrotto e, una volta raffreddato il composto ottenuto si può procedere all’imbottigliamento. L’abbamele è pronto per essere servito sopra i dolci tipici o gustato al cucchiaio.

Porcetto sardo allo spiedo, tradizione

Ricetta tramandata oralmente da centinaia di anni, il suinetto sardo da latte cotto allo spiedo è uno dei piatti più tipici dell'isola Carni tenere e saporite, accompagnate da una cotenna croccante e profumata. È tutto qui (se vi pare poco) il segreto del porcetto sardo allo spiedo, uno dei piatti più noti della cucina isolana, talmente apprezzato a qualsiasi latitudine da avere ormai definitivamente abbandonato la veste di “pranzo della feste” (era un classico del periodo pasquale) per assurgere al rango di piatto-bandiera della tradizione sarda in tutto il mondo, al pari delle seadas o de sa trattalia. La scelta delle carni per il porcetto L’ingrediente principale del porcetto sardo è il maialino da latte, cioè un animale dunque molto giovane, macellato quando ancora il peso non supera i 6-7 kg. Per prepararlo alla cottura tradizionale – praticamente uguale in ogni angolo della Sardegna – dev’essere perfettamente pulito, sia internamente che esternamente, bruciando le setole, lavandolo e asciugandolo. Dopo di che viene tagliato a metà longitudinalmente e infilato nello spiedo, dalla coscia posteriore al muso. Se viene usato lo spiedo manuale, alla maniera antica, l’abilità personale di chi sta cucinando il porcetto sardo diventa importantissima. È meno semplice di quel che sembra, infatti, trasformare la pelle in una cotenna croccante, mantenendo però la carne saporita e tenera.

Cucina Sarda

01/19 - 01/23

La cucina sarda è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Sardegna ed è caratterizzata dalla sua varietà, nonché dall'essersi arricchita nella storia ...

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Ricette

01/19 - 01/23

Tutto sul mondo dell'enogastronomia in Sardegna e non solo...Scopri le ricette tipiche della cucina sarda e rivisitate dai grandi chef della Sardegna.

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Pasta

01/19 - 01/23

Come si evince dal nome del laboratorio, la pasta fresca è il fiore all'occhiello delle nostra produzione. Al Raviolo sardo è possibile trovare la pasta fresca della ...

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